Piano Provenzana prima del 2002

Storia di Piano Provenzana

La storia di Piano Provenzana – Etna Nord ci porta dietro nel tempo e risale agli anni ’50 quando viene organizzato, sul versante nord dell’Etna, il “1° Trofeo dell’Etna” di sci. Una gara di sci-alpinismo organizzata a squadre proprio sulle pendici del vulcano attivo.

Infatti già negli anni ‘70 a Piano Provenzana compare la prima scuola di sci. E negli anni ’80 si incomincia anche ad attivare l’attività escursionistica ai crateri sommitali.

La teleferica

Già nel 1922 a Linguaglossa abbiamo la nascita della teleferica che da Linguaglossa arrivava fino alle zone montane più alte utilizzata per il trasporto del legname. Allora il bosco ed il legname in particolare rappresentava una importante fonte di sostentamento del paese di Linguaglossa.

Questa teleferica veniva utilizzata per scendere questi enormi tronchi tagliati nel bosco Ragabo e farli arrivare al paese, esattamente dove oggi c’è la stazione della F.C.E.

Tramite un cavo portante e delle carrucole venivano agganciati questi tronchi e per inerzia arrivavano a destinazione e poi lavorati e smistati in tutta la Sicilia. Questa teleferica dell’Etna rimase in funzione fino al 1938 poi venne dismessa e smontata in seguito.

La strada Mareneve

Dopo la tradizionale mulattiera utilizzata dai boscaioli per scendere a valle questi enormi tronchi, chiamata “trainara”, proprio perchè tramite questa traccia i boscaioli caricavano o legavano grossi tronchi a dei buoi e li facevano trainare fino a Linguaglossa.

Ma già nel 1947 la mulattiera che esisteva finalmente si trasformo in una vera e propria strada. Cosi iniziarono a vedersi i primi mezzi gommati salire sull’Etna e cosi sia il trasporto del legname che del carbone veniva molto più facile.

Con la nascita della strada si iniziarono a gettare le fondazioni per realizzare una stazione turistica di alto livello.

La strada per Piano Provenzana

La mulattiera che conduceva a Piano Provenzana viene migliorata e sistemata nel 1974. Realizzata su una traccia utilizzata per scendere il legname, stornando un finanziamento destinato alla sistemazione di Rifugio Conti, viene realizzata una pista poi trasformata a strada.

Il Rifugio S.U.C.A.I. (Sottosezione Universitaria del CAI)

Realizzato nel 1923 come rifugio per gli operai che allora lavoravano per la realizzazione della teleferica utilizzata in seguito per il trasporto a valle del legname proveniente dalla Pineta Ragabo.

In seguito nel 1933 il dott. Attilio Conti, ed il rag. Scarlata, per conto del Comune di Linguaglossa, consegnano al nuovo custode sig. Francesco Emmi i locali e tutti i mobili del Rifugio S.U.C.A.I., nella pineta Bosco Ragabo per la durata di anni 29 (e pertanto fino al 31 dicembre 1961).

Il rifugio divenne un punto di riferimento dei frequentatori dell’Etna e rimase attivo fino al 1971, anno in cui, dopo una tremenda tormenta di neve, per il forte peso e la mancanza di manutenzione il soffitto crollò. Da allora non è stato più ristrutturato.

gara sci 1950
© Salvatore Lo Giudice

Coppa Mareneve

Fù proprio nel 1949 il “1° Trofeo dell’Etna” gara di sci-alpinismo composta di squadre con tre partecipanti.

La gara si svolgeva lungo un percorso originale, tracciato sulle pendici più alte del Vulcano, e gli atleti dovevano mettersi o levarsi gli sci, a seconda delle necessità. I vincitori avevano il diritto di trattenersi il trofeo per un anno, e poi restituirlo alla Sezione, affinché sia nuovamente messo in palio.

La prima edizione vede una partecipazione esclusivamente locale, con la vittoria della squadra linguaglossese composta da A. Vecchio – S. Vecchio – A. Barone, ma già per la seconda edizione la gara diventa di interesse internazionale e numerose squadre composte dai migliori specialisti europei si schierano per vincere il Trofeo.

manifesto sci 1953
© Salvatore Lo Giudice

Sciovia Etna

Era il lontano 1949 quando viene costituita la sociètà ” Pineta Ragabo” per interesse e volontà di alcuni Siciliani con esperienza turistica. L’obiettivo prefissato della società è quello di sviluppare il turismo sull’Etna e in particolar modo sul versante di Linguaglossa.

Infatti iniziano a progettare come creare le condizioni ricettive che escursionistiche visto le grandi potezialità che il territorio offriva.

Il suo primo investimento fù la realizzazione del primo impianto meccanico per sciare sul versante sud dell’Etna. Questo è stato il punto di partenza per lo sci alpino nel centro sud, nella stagione invernale del 1949-1950.

villaggio mareneve linguaglossa
© Salvatore Lo Giudice

Villaggio mareneve

Tra i tornanti della Strada Mareneve nel cuore del Bosco Ragabo nel 1958 nasce il “Villaggio Mareneve” inizialmente chiamato “Villaggio Magique”.

La concessione ricadeva sul territorio della Regione Siciliana e anche la realizzazione è stata a suo carico, ceduta subito dopo la realizzazione ad una società che dopo un periodo di prova decise di concederlo a dei privati.

Da subito i titolari “Fam. Pafumi” credevano nelle potenzialità del versante nord di Linguaglossa sia per la sua posizione geografica esposta a nord che per la sua natura.

Infatti presentarono un progetto per realizzare di un Rifugio-Albergo così da poter migliorare la struttura ed offrire una buona ospitalità. Inoltre volevano associare da subito altri impianti sciistici così da sfruttare al massimo l’Etna nord tra passeggiate estive e sport invernali.

Già nel 1951 riuscirono ad ottenere da parte della regione il nulla osta per la realizzazione di un centro di ristoro montano con una capacità di oltre 100 persone.

Nasce così “il villaggio Mareneve” e l’obbiettivo principale di questo villaggio era quello di ospitare i lavoratori delle miniere per un periodo di almeno 30 giorni cosi da ossigenarsi e purificarsi per il duro lavoro che esercitavano ogni giorno.

Nel 1982 il villaggio Mareneve viene affidato alla società S.t.a.r. che provvede al restauro e lo usa anche come punto di partenza per le escursioni estive ai crateri sommitali.

Improvvisamente nel 1984 il villaggio Mareneve si incendiò e rimase completamente distrutto. Ancora oggi nonostante un finanziamento della Regione Siciliana che ha permesso la ristrutturazione in parte della struttura principale rimase chiuso ed abbandonato.

Impianti Piano Provenzana

Nel 1971 vengono realizzati i primi impianti a fune sul versante Etna Nord

Su una concessione comunale la ditta Nascivera di Rovereto ha impiantato il primo skilift su Etna Nord chiamato “Pouchoz” affidato più avanti dopo la realizzazione sempre di un’altro skilift a Monte Conca nel 1973.

La gestione dell’impianti viene afffidata dal comune di Linguaglossa alla “ditta F.lli Vitale”. Ceduta dopo un paio di anni alla società S.t.a.r.

La società S.t.a.r. nel frattempo ha realizzato altri 3 impianti chiamati Coccinella, Anfiteatro e Tanaurpi. Concessione gestita e rimasta attiva fino al 1994.

Dopo un anno di fermo nel 1994 la politica locale ha cambiato direzione e dal 1995 gli impianti vengono affidati e gestite da altre società.

Lo skilift Pouchouz è rimasto sempre gestito della società S.t.a.r.

Il resto degli impianti sono stati gestiti dalla società locale S.t.e.l. e tutto rimane funzionante fino alla stagione 2001 azzerato poi con l’eruzione del 2002.

Rifugio Pouchoz

Rifugio Pouchoz è un casolare in muratura con una grade serbatoio “cisterna” realizzato negli anni ’50 del comune di Linguaglossa.

Il rifugio veniva utilizzato sia dai pastori come rifugio, e una parte utilizzata dallo sci cai valleggiani sez. Linguaglossa come punto di riferimento per gli atleti per gli sport invernali.

Il rifugio è stato distrutto durante il terremoto del 1985 e la ricostruzione non è stata piu fatta ma e rimasta soltanto la cisterna.

piano provenzana prima del 2002
© Angelo Lo Giudice

Piano Provenzana attività

Nel 1976/77 viene realizzata una struttura su due livelli utilizzata come scuola di sci, modificata in un secondo tempo ad attività ristorativa viste le dimensioni che lo permettevano.

Nel 1980 una struttura in legno ” Baita del pino” viene realizzata all’ingresso di Piano Provenzana e viene adibita a trattoria gestita dai “Sig. Confalone e Marano”.

Nel 1982 viene realizzato “L’albergo le betulle” dalla società S.t.a.r. e gestito da un’altra società “Paradise”.

Piano Provenzana Rifugio Nord Est
© Angelo Lo Giudice

Metà degli anni ’80 iniziano a nascere le prime attività di noleggio e rimessaggio sci ed i primi negozi di souvenir.

Nel 1987 viene realizzato un rifugio in legno “Rifugio Nord Est”, dopo la ricostruzione del terremoto del 1985, gestito dalla società S.t.e.l

Pista sci di fondo poiana

Grazie al Cav. Greco presidente dello sci cai valleggiani sez. Linguaglossa viene realizzata la prima pista di sci fondo omologata per fare gare nazionali e anche internazionali con lunghezza di 5 km, 3.0 km e 2.5 km.

Escursione crateri sommitali Etna Nord

Nel 1972 la società S.t.a.r. grazie a dei robusti fuoristrada UAZ che riuscivano ad arrampicarsi su una pista carrabile iniziarono ad organizzare le prime escursione ai crateri sommitali con il supporto delle guide alpine locali.

La partenza inizialmente veniva effettuata da quota 1400 metri dalla “Trattoria da Filippo” da qui a bordo di questi bus 4×4 i turisti potevano godere delle bellezze del vulcano ad alta quota.

eruzione etna 2002
@ Nino La Guzza

Nel 1976 la partenza è stata spostata a quota più in basso ed i bus partivano dallo “Chalet delle Ginestre” un locale realizzato dai soci Pentauro, Pafumi e Luppino ma dopo la realizzazione lo lasciarono in stato d’abbandono.

La società S.t.a.r. dopo aver ristrutturato e preso in gestione questa struttura, ha usato questo ristorante come base di partenza per le escursioni sul versante Etna Nord.

Questo è durato un tempo limitato perchè nel 1981 a causa di un corto circuito la struttura si incendiò e quindi la società che gestiva le escursioni è stata costretta a spostarsi nuovamente e si è trasferita al “Villaggio Mareneve”.

Come se la sfortuna li perseguitasse, dopo che la società ha restaurato lo stabile che usava come base di partenza per le escursioni, appena passati due anni un altro incendio distrusse il Villaggio Mareneve.

Nel frattempo a Piano Provenzana la S.t.a.r. ha realizzato la costruzione dell’albergo “Le Betulle” e da allora l’escursioni per i crateri sommitali da Etna Nord partirono da li fino all’ottobre del 2002.

Trattoria da Filippo

Già nel 1950 la “trattoria da Filippo” fù realizzata in una struttura comunale costruita come “resiniera”, casa usata come deposito e rifugio degli operai che estraevano la resina.

La trattoria era punto di riferimento per i boscaioli e per i primi frequentatori della montagna “Fulippo lento” era il luogo di incontro di tutte i frequentatori dell’Etna sia per un caffè in quota che per un piatto caldo.

Nel 1971 crede fermamente sullo sviluppo di Etna Nord e realizza di fronte a questa casa, su una concessione comunale una struttura più ampia adibita a trattoria e alloggio cosi da poter ospitare più persone ed incominciare l’attività ricettiva dei turisti sul versante nord.

Nel 1985 a causa di un atto incendiario il locale viene distrutto e la zona tra quota 1200 metri e 1600 metri rimane completamente sprovvista di strutture.

Nel 1989 il locale viene ricostruito nuovamente e riapre, ed ancora oggi e funzionante portando avanti la tradizione di famiglia, ed è il punto di riferimento per tanti turisti che frequentano l’Etna.

Oggi la “trattoria da Filippo” ha cambiato nome e si chiama Rifugio Ragabo ma la gestione e sempre la stessa tramandata di padre in figli.

Rifugio Brunek

Nato intorno al 1950 con denominazione di “casa dei francesi” perché veniva utilizzata come supporto agli ospiti del villaggio magique che ospitava gruppi esclusivamente francesi. Gli ospiti usavano il rifugio come riferimento e come supporto.

Nel 1986 grazie ad un finanziamento regionale viene realizzato l’attuale struttura in legno e prende il nome di Rifugio Brunek legato al nome della ditta che ha realizzato la struttura. Nel 1987 la gestione viene affidata alla società S.t.e.l

Clan dei ragazzi

Intono agli anni ’74/’75 grazie al supporto di Don Ugo Aresco colonie di giovani venivano in montagna per svagarsi. Così Padre Aresco iniziò ad ospitare questi giovani creando un campeggio e cercando di ospitarli in modo di farli svagare e abbandonare i vari problemi che li circondavano.

Salsicciata festa dell etna piano provenzana
© Salvatore Lo Giudice

Turi Lo Giudice Sindaco

Uomo politico legato al territorio. Sindaco diverse volte del comune di Linguaglossa e presidente della Proloco.

Nel 1970 grazie all’incontro avuto con il direttore tecnico della stazione di sci di Sestriere, Paltrinieri, il sindaco Lo Giudice sfrutta l’incontro come input per poter realizzare una stazione turistica sul versante Etna Nord.

Nel 1971 cosi nascono i primi impianti a fune su Piano Provenzana e copiando e imitando gli altri a cercato di realizzare, una mini “Cortina”, stazione turistica del sud.

Certamente con i suoi errori e con il suo modo di fare autoritario, sempre in buona fede, se oggi si parla di Piano Provenzana sicuramente un ringraziamento va dato a “Turi Lo Giudice” perchè ha creduto sulle potenzialità del territorio di Linguaglossa.

murales linguaglossa cavallo

Diverse sono state le manifestazioni, le feste e tradizioni popolari da lui promosse per far conoscere il territorio di Linguaglossa, per citarne qualcuna “La festa dell’Etna”, i murales di Linguaglossa, la festa della montagna, e tante altre.

Grazie alla politica dei tempi ed ai privati che credettero fermamente sullo sviluppo di Etna Nord oggi anche se con pochi miglioramenti continuiamo a parlare di turismo su Piano Provenzana – Etna Nord.